L'Italia dei tessuti 'green'

28/03/2019

Colorare vestiti e accessori con tinte 100 percento naturali, portare in passerella per la prima volta una collezione di abiti prodotti da filati di cipressi e pelle di fungo, creare il primo allevamento di alpaca in Italia, costruendo una filiera completa dell'agro-tessile.
Queste, e molte altre, sono le storie italiane di eccellenze green, esempi di biodiversita', innovazione ed economia circolare, che fanno parte di un volume frutto dei risultati di un questionario ad hoc condotto da donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e Ispra, dedicato agli agri-tessuti che fanno bene all'ambiente.
In Italia, il 20 percento del fatturato del settore (4,2 miliardi) riguarda quella parte del mondo della moda che contribuisce al benessere dell'ambiente, offrendo innumerevoli potenzialita' nel campo del tessile ecologicamente orientato.
Tra le tante storie raccolte, quella di Gianni Berna che, alla fine degli anni 90, e' riuscito a creare con gli alpaca una filiera completa del tessile naturale. Una storia cominciata con due esemplari di alpaca portati dall'Inghilterra a Umbertide (Perugia): oggi Berna produce maglioni e coperte, partendo dall'allevamento del gregge, passando per la tosatura e la filatura della lana, fino al confezionamento; rigorosamente senza acrilici e sintetici.
Dalle foreste alle passerelle e' invece il viaggio intrapreso dalle ecodesign Francesca Dini e Anna Maria Russo, la cui collezione total green e' realizzata con abiti prodotti da filati di cipresso, tessuti in sughero, eucalipto e faggio.
Recuperando piante e scarti di coltivazione a uso tintorio, si contribuisce a riqualificare aree dismesse o degradate, tutelando al contempo biodiversita' e paesaggio. Questa e' la storia di Assunta Perilli, archeologa tessitrice dell'Aquilano, che ha riscoperto un'antica varieta' di lino autoctona e l'ha utilizzata per le sue lavorazioni tradizionali.

 

 

 

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