Il "Fashion Renting" in Italia

31/07/2019

Arriva dall'America, ha gia' conquistato Regno Unito e Cina e sta per rivoluzionare armadi e stile di vita delle donne italiane; si tratta del "fashion renting" online, ovvero il noleggio di abiti e accessori.
Attualmente questo rappresenta il connubio perfetto tra stile e sostenibilita', perche' permette di risparmiare ed evitare sprechi e stress. Inoltre, il servizio mette a disposizione delle utenti anche alcune "fashion renter", nuove figure professionali che aiutano a noleggiare il capo perfetto per ogni occasione.
A guidare la crescita del fashion renting e' soprattutto il noleggio online che, secondo Allied Market Research, nel 2023 varra' 1,9 miliardi di dollari.
Una tendenza, questa, utile anche a contrastare il fenomeno dell'usa e getta; negli ultimi 15 anni la durata dei capi di abbigliamento, infatti, e' diminuita del 36 percento e oggi i vestiti hanno una vita media inferiore ai 160 utilizzi, una situazione che genera ogni anno 16 milioni di tonnellate di rifiuti tessili nella sola Unione Europea.
Questi dati emergono da uno studio condotto da Espresso Communication per DressYouCan, startup milanese protagonista del fenomeno "fashion renting", su oltre 30 testate internazionali dedicate a tendenze e attualita' con il coinvolgimento di esperti tra docenti universitari e influencer per indagare sulle nuove abitudini fashion degli italiani.
Il noleggio di abiti e accessori e' un trend la cui crescita e' confermata anche dagli esperti accademici come il prof. Giovanni Maria Conti, docente di Storia e Scenari della Moda presso il Politecnico di Milano, che afferma si tratti di un nuovo modo di consumare, soprattutto per Generazione Z e Millennial, i target più attenti alla sostenibilita'.
Elemento fondamentale, e' il fatto che il fashion renting permette di ridurre l'inquinamento: acquistare meno capi d'abbigliamento e' oggi fondamentale per salvaguardare il Pianeta dal momento che di qui al 2050 l'industria del tessile sara' responsabile di un quarto del consumo del carbon budget, causando un aumento della temperatura di ben 2°C.

 

 

 

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