Il fashion a controllo italiano supera quello estero

24/03/2020

Mediobanca ha presentato il risultato di uno studio sul fashion nazionale, che prende in esame i bilanci di 173 aziende italiane, con ricavi 2018 superiori a 100 milioni di euro.
La presenza di player esteri nella moda italiana e' importante e sta crescendo: delle 173 realta' analizzate, 70 hanno una proprieta' straniera e realizzano il 34,7 percento delle vendite aggregate del comparto.
Il 14,2 percento e' francese, dove spiccano Lvmh e Kering (5,4 percento).
Dallo studio emerge che nel 2014 i gruppi esteri controllavano il 23,9 percento del fatturato e sono arrivati all'attuale percentuale, grazie a un'accelerazione delle controllate quasi quadrupla rispetto a quella delle societa' nazionali in mani italiane (101 delle 173 totali).
Tuttavia, queste ultime performano meglio in termini di redditivita': l'ebit margin risulta pari al 9,3 percento, contro il 6,2 percento delle realta' controllate da societa' straniere.
In particolare, si distinguono le aziende a controllo familiare quotate, dove l'ebit margin e' pari al 13,4 percento; queste aziende sono anche quelle piu' propense all'export, con l'86 percento del fatturato realizzato oltrefrontiera.
Tendo conto delle 173 esaminate, l'ebit margin medio e' dell'8,2 percento e tra i settori piu' redditizi spiccano l'occhialeria (12 percento) e la pelletteria (10,2 percento).
Nel 2018 la moda italiana ha raggiunto i 71,7 miliardi di ricavi, in aumento del 3,4 percento rispetto al 2017 e del 22,5 percento sul 2014. Il 42,6 percento dei ricavi aggregati si deve all'abbigliamento, seguito dalla pelletteria (23,1 percento) e dall'occhialeria (15,6 percento).
In termini di crescita media annua delle vendite, nel periodo 2014-2018 si e' messa in luce la gioielleria (+10,9 percento); seguono il comparto pelli, cuoio e calzature (+6,2 percento), il tessile (+5,7 percento), la distribuzione (+4,9 percento), l'abbigliamento (+4,5 percento) e l'eyewear (+3,7 percento).
Dall'esame di Mediobanca, inoltre, emerge che le aziende italiane a controllo familiare italiano piu' dinamiche hanno un board costituito in media da quattro membri.
C'e' inoltre una correlazione tra la varieta' di genere nei board del campione e le performance delle societa': la quota di donne nei cda e' contenuta, in media pari al 17,9 percento, ma sale al 22 percento in quelle che vantano un ebit margin e un tasso di crescita delle vendite oltre la media.

 

 

 

Aziende in Evidenza