Euveka: il manichino connesso

09/03/2018

La trasformazione digitale coinvolge tutti i settori, compreso quello del fashion, e la manifattura 4.0 è un nuovo modo di guardare alla produzione. Dall'intreccio tra il recupero dei saperi artigiani e utilizzo delle tecnologie nasce un esempio virtuoso, destinato a migliorare l’offerta, ampliare le possibilità creative, ridurre i tempi, minimizzare gli sprechi. Stiamo parlando di Euveka, un manichino frutto di sei anni di ricerca e lavoro che grazie a un software può modificarsi adattandosi all'età, alla morfologia e all'evoluzione del corpo umano. A fondare la startup è stata la francese Audrey-Laure Bergenthal, che ha ottenuto nel 2015 un primo finanziamento da 1,1 milioni di euro, seguito nel 2017 da un secondo contributo di 2,4 milioni di euro per lo sviluppo del manichino. Destinatari di questo strumento sono gli artigiani e i designer della haute-couture fino alla grande distribuzione. Non più vestiti creati su misure standard, ma personalizzazione e sviluppo di una moda tech ed etica: il manichino permette di ricreare l’80 per cento delle morfologie delle donne caucasiche e asiatiche, da un’altezza di un metro e 55 cm a un metro e 80 cm, dalla misura 36 alla 46, dai 17 ai 77 anni. Ciò significa che i produttori potranno avere un’ampia gamma di corpi su cui settare i propri parametri: alti, bassi, in gravidanza, con spalle larghe, ecc. Il manichino cambia configurazione in pochi secondi. Può trovare applicazione, oltre che nella moda, anche nel medicale, nel mondo sportivo, nella creazione di uniformi. Per fare un esempio, basti pensare al fatto che i soldati hanno una morfologia ben definita, così come i giocatori di basket. Infine, ha un vero impatto ecologico riducendo lo spreco tessile.


 

 

 

 

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